Ci sono vittorie che si contano in punti e set, e ci sono imprese leggendarie che si misurano in base alla grandezza del cuore che si è dovuto mettere in campo per superare le tempeste. Il trionfo della nostra Terza Divisione Femminile, che conquista una straordinaria Promozione in Seconda Divisione, appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Questa è una storia magica, nata tra mille vicissitudini, dubbi, la tentazione di smettere di qualcuna e quella strana sensazione di sentirsi a volte un po’ “a latere” dei riflettori societari. Eppure, proprio quando il cammino sembrava farsi più incerto, questo gruppo di veterane ha trovato la forza più grande: l’unione profonda e viscerale dello spogliatoio, capace di trasformare la frustrazione nella più bella delle cavalcate.

I Numeri di un’Impresa d’Altri Tempi
Per comprendere la reale portata di questa promozione, basta guardare i numeri ufficiali e i regolamenti emanati dal Comitato Territoriale FIPAV di Parma a inizio stagione. Ai nastri di partenza del campionato si sono presentate ben 21 squadre della provincia. Una giungla sportiva logorante da novembre a maggio.
Chiusa la regular season con un meritatissimo terzo posto assoluto, le ragazze dell’Oasi hanno dovuto affrontare la lotteria più rischiosa del volley: i Play-off, dove si scontravano le formazioni classificate dal secondo al quinto posto. Una fase a eliminazione diretta dove un solo passaggio a vuoto può cancellare mesi di sacrifici. Ma le nostre veterane non si sono girate dall’altra parte: hanno preso l’ostacolo di petto, centrando l’obiettivo grosso e regalando alla società il salto di categoria.
Il Diario di Bordo: Dalla Regular Season alla Battaglia Play-off
I tabellini stagionali raccontano perfettamente il percorso di una squadra che ha dovuto lottare su ogni singolo pallone. La prima metà del campionato è un viaggio sulle montagne russe: il debutto a Soragna vede l’Oasi vincere 2-3 al tie-break contro i Gufi Volley Team, seguito da un’altra rimonta al quinto set in casa contro l’Us Montebello (3-2). Dopo una striscia positiva esaltata da tre 3-0 netti, a fine gennaio arriva lo stop casalingo contro il Vbv Salavolley (2-3). Un match giocato sul filo dei nervi che apre il momento di massima frustrazione del gruppo e che porta al delicatissimo cambio di guida tecnica in corsa.
È qui che si compie la magia. In palestra entra, in punta di piedi, Coach Andrea Vecchi. L’esordio del nuovo tecnico al recupero della Giornata 6, del 3/2/26, coincide con un secco 3-0 sul Allestimento Gare 1, replicato sette giorni dopo con un altro 3-0 casalingo contro i Gufi Volley e blindato alla Giornata 13 con lo 0-3 sul campo del Montebello. La squadra stringe i denti, macina punti e si prende di forza il terzo posto che vale l’accesso alle semifinali Play-off.
E nei Play-off le pantere firmano il loro capolavoro. Nella semifinale di andata del 7 maggio, sul taraflex amico di Via Passo Buole, l’Oasi schianta la Pgs Lauda San Benedetto per 3-1 (21-25, 25-21, 25-17, 26-24). Il ritorno a Parma, il 14 maggio, è una sceneggiatura da film: sotto 2-1 nei set e con il fiato corto, le ragazze risalgono l’inferno e artigliano la vittoria al tie-break per 2-3 (13-25, 26-24, 25-20, 20-25, 11-15). È il punto esclamativo: l’Oasi Volley Noceto conquista ufficialmente la Finale e la matematica PROMOZIONE in Seconda Divisione!
L’ultimo atto, la finalissima del 21 maggio a Soragna contro i Gufi Volley Team, finisce 3-0 per le padrone di casa, ma la festa e i sorrisi sono tutti nostri. A giochi ormai fatti, è stata la passerella d’onore perfetta dove c’è stato spazio per gli applausi, i sorrisi e l’abbraccio di ogni singola atleta del gruppo.

L’Intervista Ufficiale: La Svolta con Coach Andrea Vecchi
Coach, sei subentrato in corsa in un momento delicato. Qual è stata la prima cosa su cui hai lavorato per riaccendere la fiducia nelle ragazze? “Quando sono arrivato ho notato subito una cosa bellissima: finito il primo allenamento, ho visto delle ragazze sorridenti, felici di aver sudato in palestra, piene di impegno e con una gran voglia di starci. Ho capito subito che avevano solo bisogno di tranquillità e di poche indicazioni, ma chiare, senza stravolgere niente. Le ho ascoltate, andando incontro alle loro esigenze e, mese dopo mese, ho aumentato gradualmente le mie richieste inserendo sempre qualcosina in più.”
Nel DNA di questo gruppo di veterane (atlete dai 20 ai 31 anni) che tipo di risorsa hai trovato per svoltare la stagione e portarle fino alla promozione nei Play-off? “Ho trovato tantissimo entusiasmo, dedizione e, soprattutto, una grandissima voglia di rivalsa. C’era il desiderio profondo di stare insieme e di farlo con molta leggerezza. Certo, a inizio allenamento c’era sempre spazio per le chiacchiere e i racconti, ma appena iniziavano gli esercizi l’impegno era totale, sia da parte delle più grandi che delle più giovani dell’Under 18 che si sono aggregate con noi e si sono fatte trascinare alla grande.”
Gestire una rosa ampia di veterane richiede sensibilità. Come sei riuscito a bilanciare la competitività nei Play-off con la necessità di valorizzare l’apporto di tutte? “Non lo dico per falsa modestia: il 90% del merito di questa promozione è solo loro. Tutte si sono sempre impegnate al massimo. Il mio compito è stato individuare la qualità particolare di ogni singola ragazza e incastrarla al servizio della squadra quando ce n’era bisogno. Sono state meravigliose: non mi hanno mai, mai fatto pesare una scelta. Anche quando qualcuna entrava solo per una battuta, magari dopo essere venuta fino a Parma, non c’è mai stata una polemica. È una squadra di vere amiche, molto unite, ed è stato questo il vero fil rouge dei nostri tre mesi insieme.”
Se dovessi scegliere l’istantanea o la partita simbolo di questa cavalcata verso la Seconda Divisione, quale sceglieresti? “La prima è la fine del nostro primo allenamento, con quei volti sereni che mi hanno dato il benvenuto. Se penso a una partita faccio fatica, ne ricordo più di una in effetti, sicuramente la prima ci ha dato una scossa vivida ed un emozione nuova condivisa con le ragazze, ma anche la semifinale di ritorno a Parma contro il San Benedetto o la gara a Bedonia in regular season: campi difficilissimi, dove ho visto le ragazze concentrate, unite e pronte a mettersi a disposizione. Ho avuto la fortuna di allenare un gruppo fantastico. Ci tengo però a fare un ringraziamento speciale anche al Presidente Graziano Meli e al Vice Presidente e Direttore Sportivo Michele Alinovi: mi hanno sempre messo a disposizione tutto il necessario e hanno fatto in modo che potessi lavorare al meglio fin dal primo giorno, garantendo alla squadra la massima serenità.”

La Voce dello Spogliatoio: La Parola alla Capitana Benedetta Montacchini
Essere la guida di una squadra di veterane significa gestire tante teste e molte emozioni. Come avete vissuto, da spogliatoio, il cambio allenatore a metà stagione? “Nessuna di noi si sarebbe mai aspettata un cambio allenatore a metà stagione. È stato un momento delicato, che abbiamo affrontato esattamente come facciamo sempre: insieme. Ne abbiamo parlato tanto, cercando di analizzare i problemi e capire quale fosse la strada migliore. Alla fine è stata una decisione condivisa, non semplice, ma sentita da tutte. In quel momento è emersa la nostra forza: una compagna ci ha proposto un allenatore opzionabile, raccontandogli la nostra storia, lo abbiamo proposto alla Società che ci ha appoggiato, e lui ha accettato la sfida. Noi, senza esitazione, ci siamo fidate di lei. La fiducia e l’amicizia sono le basi di questa squadra. L’arrivo di Andrea è stato determinante perché ci ha fatto rinascere. È riuscito a rimettere in luce i nostri punti di forza proprio quando stavamo smettendo di crederci. Ci ha ascoltate, capite e a lui va davvero un grande grazie.”
C’è stato un momento preciso in cui vi siete guardate negli occhi e avete capito che, nonostante l’ostacolo dei Play-off, questa promozione la avreste conquistata voi? “Se devo individuare un momento, è stata la prima partita con Andrea. Più che il risultato, è stata la sensazione in campo a fare la differenza. In quella partita si è visto chiaramente qualcosa di nuovo: la voglia di lottare su ogni pallone, di non farlo cadere mai, di combattere una per l’altra. Era come se ognuna avesse ritrovato dentro di sé una forza che sembrava persa nei mesi precedenti. È stata una rivincita, prima di tutto contro noi stesse e contro quel periodo difficile da cui arrivavamo. Abbiamo capito lì che potevamo farcela davvero, fino a vincere quella battaglia decisiva al tie-break in semifinale.”
Il campo a volte detta delle gerarchie quantitative, ma la vostra forza è stata l’inclusione. Come siete riuscite a far sentire tutte importanti, anche chi ha trovato meno spazio in partita, specialmente nelle finali? “In questa squadra non c’è mai stata tensione su chi giocasse di più o di meno, ed è un aspetto di cui siamo molto fiere. Andrea è stato bravissimo a coinvolgere tutte, a far sentire ognuna indispensabile nel percorso. Un’immagine che porto sempre con me è quella della nostra panchina: il tifo costante, le voci che incitano, l’energia che arriva da fuori e che ti dà forza nei momenti difficili. La vittoria non è solo di chi gioca, ma anche di chi sostiene e lavora ogni giorno in allenamento. Vedere tutta la panchina correre verso il centro del campo ad ogni fine partita e soprattutto a fine Play-off racchiude perfettamente chi siamo: un gruppo vero che si vuole bene.”
Cosa significa per te, come capitano da due anni, festeggiare questo salto di categoria insieme a questo gruppo storico? È la chiusura di un cerchio? “Essere il capitano di questa squadra mi rende profondamente orgogliosa. Essere stata scelta in modo così naturale e condiviso dalle mie compagne è un’emozione e una responsabilità a cui tengo moltissimo, perché nasce dal legame che ci unisce. Festeggiare la promozione è stato il simbolo di tutto il percorso fatto. Per noi non è la chiusura di un cerchio, ma l’inizio di un nuovo capitolo in Seconda Divisione che vogliamo continuare a scrivere insieme. Se dovessi riassumere tutto in una frase, direi che questa non è solo una vittoria, è la dimostrazione che quando un gruppo è davvero unito, può trasformare qualsiasi difficoltà in qualcosa di straordinario. In conclusione, desidero ringraziare tutto il nostro fantastico pubblico, composto da amici e familiari, che ci ha sempre seguito e sostenuto in casa e in trasferta, tutte le mie meravigliose compagne di squadra, Andrea e la società per questa bellissima opportunità.”
Un Grazie Speciale ai Nostri Sponsor e Partner
Un’avventura di questa portata e la bellezza della Seconda Divisione conquistata sul campo a Parma non sarebbero possibili senza il sostegno dei partner economici che credono fermamente nel progetto sportivo, umano e sociale dell’Oasi Volley. A loro e all’Amministrazione Comunale va la nostra più profonda riconoscenza per sostenere i sogni di tutte le nostre categorie!
🏆 Voliamo insieme!
